Vendita di oggetti preziosi: chiarimenti del Ministero

Con la Risoluzione n. 45548 del 25 gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce chiarimenti sul regime amministrativo applicabile all’attività di commercio di oggetti preziosi, alla luce delle modifiche introdotte dal cd. “decreto scia 2”. Resta l’obbligo dell’autorizzazione di polizia per avviare l’attività.

Alcune amministrazioni comunali hanno ritenuto che, in seguito alle semplificazioni introdotte dal cd. “decreto Scia 2” (approvato con il decreto legislativo n. 222 del 2016), l’esercizio di attività di vendita di oggetti preziosi all’interno di esercizi commerciali già avviati fosse soggetto al procedimento della Scia cd. “pura”, e che fosse venuto meno l’obbligo della licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalla Questura, in quanto assorbita dalla determinazione motivata della conferenza di servizi indetta dallo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP).
Su parere del Ministero dell’Interno riguardo al regime amministrativo applicabile all’attività di commercio di oggetti preziosi introdotto dal decreto Scia-2, è stato chiarito che resta vincolata al rilascio della licenza di pubblica sicurezza:
– la vendita di oggetti preziosi in esercizio di vicinato;
– la vendita di oggetti preziosi in media o grande struttura di vendita;
– la vendita di oggetti preziosi in caso di attività commerciale già avviata.
In tali ipotesi, pur innestandosi nel più ampio modulo procedurale facente capo al SUAP, il procedimento amministrativo di rilascio della licenza di polizia per il commercio di oggetti preziosi continua a conservare la propria autonomia, e resta di competenza della Questura. Il SUAP costituisce esclusivamente il punto di raccordo, che provvede ad inoltrare la richiesta all’autorità di polizia territorialmente competente, ed a comunicare all’impresa il rilascio della licenza.

VENDITA DI OGGETTI PREZIOSI IN ESERCIZIO DI VICINATO


La vendita di oggetti preziosi in esercizio di vicinato, è soggetta al regime amministrativo della cd. “scia condizionata” (o “scia spuria”).
L’impresa presenta al SUAP territorialmente competente una SCIA per l’avvio dell’esercizio di vicinato, unitamente ad un’istanza rivolta al Questore intesa al rilascio dell’autorizzazione di pubblica sicurezza per la vendita di oggetti preziosi.
L’istanza viene trasmessa al Questore direttamente dal SUAP.
Il Comune, entro cinque giorni dal ricevimento dell’istanza, convoca la conferenza di servizi (asincrona), per l’esame contestuale dei presupposti di legge inerenti all’attività (commerciali, urbanistici, sanitari, ecc.) e per l’acquisizione dell’autorizzazione di pubblica sicurezza.
L’avvio dell’attività è subordinato al rilascio della licenza di polizia e al parere positivo finale della conferenza, di cui il SUAP dà notizia all’interessato.

VENDITA DI OGGETTI PREZIOSI IN MEDIA / GRANDE STRUTTURA COMMERCIALE


Il regime amministrativo applicabile alla vendita di oggetti preziosi in medie o grandi strutture commerciali, prevede due distinti provvedimenti autorizzatori: uno per l’avvio della struttura commerciale e l’altro per la vendita di oggetti preziosi.
In questo caso, entro cinque giorni dal ricevimento dell’istanza, il SUAP convoca una conferenza di servizi allo scopo di acquisire le suddette autorizzazioni, il cui rilascio viene comunicato dal SUAP all’interessato.
L’attività non può essere iniziata prima del rilascio delle autorizzazioni o che sia decorso il termine per il silenzio assenso.

VENDITA DI OGGETTI PREZIOSI IN CASO DI ATTIVITÀ COMMERCIALE GIÀ AVVIATA


La vendita di oggetti preziosi nell’ambito di attività commerciali già avviate (vale a dire già oggetto di autorizzazione) è soggetta unicamente il rilascio dell’autorizzazione di pubblica sicurezza.
L’istanza volta all’ottenimento di autorizzazione deve essere comunque presentata al SUAP che la trasmette al Questore.
In tal caso, laddove non sia necessaria l’acquisizione di ulteriori atti di assenso, il SUAP non procede alla convocazione della conferenza di servizi, limitandosi a comunicare all’impresa l’avvenuto rilascio dell’autorizzazione da parte della Questura.
L’attività non può essere iniziata prima del rilascio delle autorizzazioni o che sia decorso il termine per il silenzio assenso.

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